Verità o penitenza: quale conviene scegliere?

Conosci quel gioco in cui si deve confessare qualcosa o subire una penitenza? Mettere le due cose su uno stesso piano non dovrebbe sorprendere. Infatti, per la nostra specie, dire la verità nuda e cruda è qualcosa di così terribile da essere considerata una vera e propria punizione.
La società umana non potrebbe esistere senza la bugia, eppure facciamo di tutto per svelare ciò che gli altri pensano. Assurdo no?

Il peso della verità

E. Benner

Non è bello mentire. Per questo il linguaggio del corpo, il nostro metodo di comunicazione più antico e diffuso, porta a svelare sempre la verità: perché sotto sotto, vogliamo essere sinceri.

Il problema è che quando ci siamo evoluti, dovevamo per forza essere sinceri. Chi mentiva veniva escluso e moriva.

Ma ben presto le cose cambiarono. Più i gruppi diventavano grandi, più era utile mentire al prossimo anziché essere sempre sinceri.

Facciamo un pochino di storia. La specie umana, come ho detto tante volte, appartiene al gruppo dei primati. Ma c’è una differenza fondamentale tra noi e tutte le altre scimmie: la cooperazione. Le scimmie sociali più evolute, come gli scimpanzé e i gorilla, collaborano tra loro, è vero. Ma lo fanno perché è conveniente. Lo fanno, cioè, per uno scopo preciso. Magari se una scimmia è in difficoltà, un’altra la aiuta.

Nel caso umano le cose sono più complesse. Noi siamo del tutto inetti presi da singoli. Non sappiamo costruirci un riparo, procurarci da mangiare e in una parola sopravvivere. Sì, il racconto di Robinson Crusoe è una bella favola. Ma si tratta, appunto, di una favola. L’essere umano necessita dei suoi simili, in un modo in cui nessuna scimmia è paragonabile.

La collaborazione richiede onestà: il primo passaggio tra umano e non umano è proprio qui. I bambini di un anno cercano l’aiuto degli altri, e si coordinano con loro. Non solo: la prima cosa che un umano fa quando ne incontra un altro, per istinto, è classificarlo tra utili e non utili.

Utili sono gli onesti, certo. Ma utili sono anche i forti. E più di tutti, gli abili. Il problema è che non tutti siamo così tanto abili. Quindi, abbiamo imparato a mentire. A mostrarci migliori di quanto siamo, per essere scelti come membri utili dai nostri simili. Per sopravvivere. La menzogna ha permesso a molti di noi di andare avanti!

Verità o menzogna?

Photo by Alex Iby on Unsplash

Spesso si sottovaluta così tanto l’importanza della menzogna come collante sociale da pensare che il mondo funzionerebbe meglio se tutti fossimo sinceri. Balle!
Dire bugie non è solo qualcosa che facciamo per opportunismo, equivale anche alla capacità di elaborare realtà alternative, che si fanno via via più complesse con il crescere e lo sviluppo della logica.
Se avete dubbi su questo, basta chiedere di mentire a un bambino di 9 anni e a un ragazzino di 14. Il primo può dire una bugia di tipo elementare come “non sono stato io”. Il ragazzino riesce a costruire un universo che sostenga la sua bugia, tipo “io ci ho provato, ma mi hanno chiamato per andare alla partita e mentre andavo ho bucato col motorino, sono andato a cambiare la ruota ma non mi bastavano i soldi e quindi ho chiamato un amico, che però ci ha messo più del previsto e alla fine ho fatto tardi”. Non c’è paragone!
Prima di liquidare questo comportamento come sconveniente, è bene ricordare che solo chi non ha capacità di logica e astrazione, cioè persone con gravi ritardi o anomalie al cervello, non mentono mai.

 

 

 

Conclusioni

La bugia fa così tanto parte ed è così forte in noi – ovvero siamo così abili a mentire – che in tutte i codici del mondo è vietato farlo. Ci si appella a tutto, dall’onore alla religione per evitare che ciò accada, ma con scarso risultato. La verità è considerata quindi sacra e involabile, e chi la infrange deve essere punito!
Certo, sarebbe utile anche capire chi mente e come, per esempio per arrestare i criminali. Purtroppo questo è il prezzo che si paga per avere una società così complessa senza essere insetti. Perché, è bene ricordarlo, TUTTI gli animali sociali evoluti (uccelli e mammiferi) in qualche misura mentono per il bene del gruppo.

Lo scopo principale della bugia è infatti ottenere un vantaggio personale senza compromettere il gruppo.
Perché noi dovremmo fare eccezione?

Per approfondire

A.Meridda, F.Pandiscia, “Prova a Mentirmi

A.Meridda, F.Pandiscia, “Il Metodo Antiballe

I. Eibl-Eibesfeldt “Etologia umana”

Y. N. Harari “Sapiens: da animali a dei

 

 

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L'autore: Antonio Meridda

ritrattoAntonio Meridda è laureato in scienze naturali, con master in etologia e in giornalismo scientifico. Formatore ed esperto di linguaggio del corpo ha ottenuto le certificazioni F.A.C.S. (Facial Action Coding System) e B.C.E. (Body Coding System) ed è autore di numerosi libri e videocorsi sull'argomento. Iscriviti alla sua newsletter per leggere i suoi articoli e imparare tutto sul linguaggio del corpo.

 

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