Il volto e la sua analisi: perché non funziona?

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Quanti manuali esistono sulla lettura dei segnali del volto? E quanti di questi riescono per davvero a fare un’analisi corretta?
Il problema non sta nell’incapacità o meno dei vari autori di descrivere e analizzare fin nei più piccoli dettagli il movimenti dei numerosi muscoli facciali umani.
Il problema sta nella complessità di questi muscoli legati a un organo ancora più complesso: il cervello.

Leggere il cervello per leggere il volto

Ovvio, tutti i muscoli sono legati al cervello, anche quelli su cui non abbiamo un controllo cosciente come gli intestini e il cuore.

Ma quelli facciali non devono rispondere, come la maggior parte degli altri, solo a semplici stimoli di azione-risposta (per esempio quando si tocca una spina) o di esercizio (come quando si cammina o si scrive).
I muscoli facciali sono terribilmente più soggetti alle modifiche dovute al nostro umore, e questo lo condividono con altri muscoli (movimenti dei piedi, tamburellare con le dita, pruriti improvvisi in varie zone della faccia, del collo, della testa, del corpo), e in più a potentissimi condizionamenti culturali.

Anche questo lo si condivide in parte, un esempio è la postura eretta che un militare assume durante l’attenti, ma nemmeno paragonabile a ciò che subisce il viso!
La nostra faccia quindi deve rispondere a:
1) parte del cervello incaricata di esprimere emozioni – amigdala in primis (reazioni istintive)
2) parte del cervello responsabile del controllo delle emozioni – corteccia prefrontale in primis (analisi razionale)
3) parte del cervello che controlla i muscoli per la comunicazione involontaria (movimento delle sopracciglia in primis)
4) parte del cervello che controlla i muscoli per la comunicazione volontaria (sorriso di cortesia, ammiccare)
5) parte del cervello che reagisce agli stimoli (vento in faccia, prurito)
Il volto e la sua analisi - zone del volto
Ora, tutto questo avviene pressoché ogni istante durante una qualsiasi comunicazione con qualcuno. Talvolta i muscoli sono così sollecitati da non riuscire a coordinarsi bene, o da mandare segnali di menzogna. Però questo avviene decine di volte in pochi secondi, quindi i casi sono due: o tutti mentono sempre, o è molto, molto, MOLTO difficile capire quando l’altro mente con assoluta certezza!
Queste capacità non sono tutte innate, anzi la maggior parte si apprendono proprio con l’età e in molti casi solo a seguito di un addestramento vero e proprio. Chi vuole esprimere le proprie emozioni o peggio che mai nasconderle deve allenarsi a farlo, non è mica semplice.
Quando abbiamo a che fare con un bambino di 2-4 anni possiamo facilmente capire cosa prova. Questo perché le parti del cervello relative ai succitati punti 2 e 4 sono ancora in via di formazione, e si trovano molte espressioni “pure” di gioia, di tristezza, di paura.
Crescendo, le altri parti avranno sempre più preponderanza e finiranno per occupare gran parte della comunicazione. Ma prima di pensare che ciò sia un male assoluto, riflettiamo sul perché.

Faccia di bronzo: mentire con il volto indica intelligenza?

Pare ovvio che il mentire sia un male, ma invece è una delle chiavi di volta per la nostra intelligenza “superiore”. Mentire richiede infatti un insieme di calcoli molto avanzati, come il prevedere la reazione dell’altro, l’elaborare una bugia credibile, il seguire un filo logico, il perfezionare tale procedimento. Aggiungiamo alla mistura che mentire è un vero e proprio sforzo, e il cervello in origine non si è sviluppato con questo scopo, quindi è molto più difficile riuscire a farlo rispetto al dire la verità.
Siamo però, tutti quanti, soggetti a una potentissima pressione sociale. Quando siamo in mezzo a tanti sconosciuti, come sempre se viviamo in città, cerchiamo per istinto di mascherare le nostre emozioni. Siamo cioè ben allenati a non mostrare mai gioia, rabbia e tristezza a meno che sia utile o conveniente farlo – o non siamo del tutto travolti dall’emozione, come in caso di lutto, o quando incontriamo un carissimo amico che non vediamo da tanto, o il nostro peggior nemico.
Questo risulta evidente quando noi esperti siamo incaricati di fare un’analisi del volto di qualche filmato per capire se e quando qualcuno sia sincero. Senza un programma di moviola e rallentatore è pressoché impossibile essere certi del risultato, e anche così lo si può fare solo ripetendo molte volte l’azione, confrontando il movimento del volto neutro con quello da analizzare, coordinando ad esso la voce e la situazione. Per coprire un video di 30 minuti quindi occorrono circa 6 ore di lavoro!
Questo ci da l’idea di quanto siamo bravi a mentire, ma non a tutti è chiaro il perché. Il motivo eppure è molto semplice: nessuno di noi può prendersi l’onere di essere sincero sempre e con tutti, chi dice “io dico sempre la verità” sta mentendo solo dicendo questa frase, perché nessuno vuol sentirsi dire “la verità” da un perfetto sconosciuto, tanto meno se è una verità spiacevole e se, come capita ormai sempre, siamo di fretta o stressati per qualche motivo.

Il dramma del volto sempre sincero!

il volto e la sua analisi - disgustoImmaginiamo la scena: siamo per strada, incrociamo qualcuno che ci mostra un’espressione di assoluto disgusto, sincero e non mascherato, perché è uno che non mente mai. Le nostre reazioni possono essere diverse. Se siamo donne, la prima reazione sarà per lo più di imbarazzo e di fastidio. Se siamo uomini, di aggressività. Non tutti gli uomini reagiranno dando un cazzotto e non tutte le donne piangeranno disperatamente, ma tutti reagiremo, chi più chi meno in base a come siamo fatti e a come siamo stati educati.
Ora, con un semplice calcolo delle probabilità, ci rendiamo conto che se questo personaggio continuerà a mostrare disgusto a tutti, presto o tardi incontrerà qualcuno che non gradirà affatto la cosa, e le cose potrebbero degenerare.
Per evitare tutto questo siamo diventati, con i millenni, maestri assoluti della menzogna, tanto che questa pratica è in noi così sviluppata che tutte le religioni la condannano, poiché è quasi impossibile sapere la verità se qualcuno non vuole dircela.
Il risultato è che non si può imparare in poche ore a “leggere un volto” e credersi maestri di quest’arte. Chi organizza corsi vuol farvi credere il contrario, per motivi commerciali, ma per imparare davvero a capire se qualcuno ci sta mentendo bisogna dedicare molto tempo all’esercizio.

Conclusioni

Quindi non si può fare nulla per capire gli altri? Vero, non si può imparare in un giorno. Molti ci restano male quando fanno questa scoperta e decidono che quindi non vale la pena approfondire l’argomento, ma non è così. In un giorno solo non si sapranno riconoscere tutti i dettagli di un volto, ma di certo un corso di lettura del viso vi permette di notare molte più cose e di capire molto più a fondo gli altri, anche se non siete detective. Quindi, il mio consiglio è di seguire e imparare quest’abilità, almeno le basi, per capire in che mondo viviamo. Se poi vuoi perfezionarti e diventare “macchine della verità”, la scelta è tua.
Antonio

Per approfondire

A.Meridda, F.Pandiscia, “Prova a Mentirmi

A.Meridda, F.Pandiscia, “Il Metodo Antiballe
P. Ekman, W. Friesen “F.A.C.S.”
P. Ekman “I volti della menzogna”

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L'autore: Antonio Meridda

ritrattoAntonio Meridda è laureato in scienze naturali, con master in etologia e in giornalismo scientifico. Formatore ed esperto di linguaggio del corpo ha ottenuto le certificazioni F.A.C.S. (Facial Action Coding System) e B.C.E. (Body Coding System) ed è autore di numerosi libri e videocorsi sull'argomento. Iscriviti alla sua newsletter per leggere i suoi articoli e imparare tutto sul linguaggio del corpo.

 

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