Vite passate e ipnosi: funziona davvero?

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La regressione alle vite passate è una delle più misteriose e richieste tecniche di ipnosi. E come tale, è avvolta dal mistero quanto la formula della coca-cola.

Come funziona? Davvero si ritorna alle vite passate? Illusione o realtà? Ho pagato il parcheggio per due ore o una?

Cerchiamo ora di dare una spiegazione a tutto questo.

Comincio col dire che sì, è vero, c’è una tecnica che si chiama, appunto, regressione alle vite passate (ma va?).

Questa però, deluderò molta gente ma è così, non permette di violare le leggi dello spazio e del tempo in barba ad Einstein, Eraclito, Aristotele, Malika Ayane e chiunque abbia scritto sul fluire unidirezionale dei momenti passati.

E allora perché diamine si chiama regressione in vite passate?

Marketing. Il motivo vero è questo. Il nome reale dovrebbe essere qualcosa come “tecnica dell’emersione degli archetipi gestaltici del subconscio”, roba da far tremare i polsi anche a Freud.

Si è perciò scelto il più affascinante nome “regressione in vite passate”. Niente di strano, è lo stesso motivo per cui chiamiamo un “apparecchio radio mobile terminale ricetrasmittente per la comunicazione in radiofonia sull’interfaccia radio di accesso di una rete cellulare”(come detto in Wikipedia) semplicemente “TELEFONO CELLULARE”.

Ma torniamo all’ipnosi.

Cosa vuol dire regressione alle vite passate?

La regressione permette quindi, con una tecnica ben precisa, di visualizzare e immaginare (ripeto immaginare, quindi farsi un’immagine) delle vite passate. Attraverso di essa cioè, si può “ricordare” di essere stati dei guerrieri che combattevano nella guerra di Troia, dei samurai in una singolar tenzone, dei ladri che rubavano i gioielli della corona, delle famosissime attrici defunte, fino a personaggi storici e illustri come Napoleone o Cleopatra.

La persona che rivive tutto sostiene con forza e sicurezza che no, lei è stata DAVVERO Cleopatra! Ottimo. Peccato che solo nella mia esperienza – piuttosto ridotta a dire il vero – ho già contato una dozzine di “cleopatre”. Quindi, a meno che nella defunta faraona non albergasse un condominio di anime, è alquanto probabile che non ci sia una vera e propria regressione in vite passate quanto piuttosto liberare la mente per poter “sognare” di essere ciò che si vuole.

Quindi non serve a niente? Tutt’altro!

Questa tecnica permette, molto in fretta, di capire sogni, speranze e desideri reconditi di qualcuno. Chi “ricorda” di essere stato Jack lo Squartatore ci dice parecchio su di sé. Così come chi ha “visto sé stesso” nei panni di un nobile francese durante la rivoluzione.

Come si torna alle vite passate?

Come funziona esattamente? Dopo aver indotto uno stato ipnotico, si guida la vittima la persona in un’esperienza che conduce ad un luogo molto vago. Non si dice quindi “immagina di essere una persona famosa” o “chi vorresti essere stato?”. Si dice invece “guardati attorno: come sono gli altri?” oppure “guardati i piedi: cosa indossano?”. In questo modo si è portati a lasciar libero sfogo ai propri desideri inconsci, senza preoccuparsi di essere giudicati se magari si sogna di essere Hugh Hefner (ora che è morto sono certissimo che in tanti “ricorderanno di essere stati lui) o Al Capone.

Una volta realizzata la prima immagine, sarà chi è sotto ipnosi a descrivere le proprie esperienze. Quasi sempre queste portano a momenti culminanti, come la morte della precedente incarnazione o un momento comunque drammatico. Nessuno che io sappia ha ricordato di aver scordato di comprare i broccoli o di dover andare dal calzolaio a risuolare le ciabatte. Non è un caso. Come nessuno, potendo scegliere, “ricorda” di essere stato un contadino servo della gleba, è normale che chi, avendo pochi minuti a disposizione, non perde tempo a immaginarsi a scuola ad ascoltare una lezione noiosa ma si concentra su quacosa di significativo, come appunto la morte, un duello, il giorno che è stato arrestato, quando scopre un tradimento e così via.

La tecnica è piuttosto semplice, se la guida è preparata, e permette di passare una bella esperienza. Non è “reale” ma fa capire molte cose su di sé, non porta alcun genere di rischio ed è più coinvolgente del cinema.

Dunque, perché non provare?

Antonio

Per approfondire

A.Meridda “Ipnosi Rapida“.

M. Pacori  “L’ipnosi non verbale”
M. Paret  “I segreti dell’ipnosi
S. Gatto “L’ipnosi”

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L'autore: Antonio Meridda

ritrattoAntonio Meridda è laureato in scienze naturali, con master in etologia e in giornalismo scientifico. Formatore ed esperto di linguaggio del corpo ha ottenuto le certificazioni F.A.C.S. (Facial Action Coding System) e B.C.E. (Body Coding System) ed è autore di numerosi libri e videocorsi sull'argomento. Iscriviti alla sua newsletter per leggere i suoi articoli e imparare tutto su come funziona l'ipnosi.

 

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