Time line: impara a sfruttare e non temere il futuro

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Uno dei comportamenti più interessanti e tipicamente umani è l’idea del tempo che scorre. Iniziamo oggi a trattare questo argomento, suddiviso nelle sue tre fasi principali: passato, presente, futuro.

Paura del futuro? Affrontala con la time line

time line il futuro - 8621069576_e16cb09c51_oTutti gli animali ne hanno un concetto, per lo più vago e di solito collegato ai propri bioritmi – per esempio, una mosca lo accelera di diverse volte rispetto al nostro, mentre un elefante pare lo rallenti – con una differenza di base molto importante: il concetto di futuro.

Lo diamo per scontato ma non lo è affatto, tanto che i bambini impiegano diversi anni per riuscire ad afferrarne anche solo a grandi linee il significato.

Il vantaggio di concepire il futuro è indubbio: pianificare, organizzare, progettare sono solo alcuni esempi. Il problema però è altrettanto enorme.

Sapendo che le cose cambieranno, sappiamo anche, ci piaccia o meno, che lo faranno prima o poi anche in peggio! Il che spesso ci deprime, al punto da farci disperare, preoccupare e per alcuni diventa una paura paralizzante. Senza arrivare a tanto, è indubbio che la nostra capacità di prevedere il futuro può esserci amica o nemica.

Va ricordata una cosa: siamo animali visivi, ovvero le immagini per noi contano molto di più degli altri sensi, quindi se riusciamo a vedere, visualizzare qualcosa, riusciamo anche a comprenderla meglio. Sapendo questo, il dr. Tad James, abile ipnoterapeuta ed esperto di PNL (programmazione neuro linguistica), elaborò un metodo per poter “vedere il tempo” come su una linea. Essendo americano, ha chiamato questa tecnica time line, cioè “linea del tempo”.

Può sembrare banale, ma l’effetto di questa linea si è dimostrato estremamente potente per moltissime applicazioni!

Cominciamo con l’identificare la tua time line.

Come tracciare la tua time line

time line: il futuro - "Geological time spiral" by United States Geological Survey - Graham, Joseph, Newman, William, and Stacy, John, 2008, The geologic time spiral—A path to the past (ver. 1.1): U.S. Geological Survey General Information Product 58, poster, 1 sheet. Available online at http://pubs.usgs.gov/ Licensed under Public Domain via Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Geological_time_spiral.png#/media/Fi

“Geological time spiral” by United States Geological Survey – Graham, Joseph, Newman, William, and Stacy, John, 2008, The geologic time spiral—A path to the past (ver. 1.1): U.S. Geological Survey General Information Product 58, poster, 1 sheet. Available online at http://pubs.usgs.gov/ Licensed under Public Domain via Commons

Iniziamo a capire come funziona. Immagina un evento del passato, uno del presente ed uno nel futuro. Per esempio immaginati alle elementari, oggi e come sarai tra 5 anni. Dove vedi le immagini relative?

Molte persone le vedono davanti a sé, come in una sorta di libro, con il passato alla propria sinistra, il presente davanti a sé e il futuro a destra.

Altri immaginano di essere “nel flusso” del tempo, con il passato dietro di sé e il futuro davanti.

Altri ancora immaginano una linea “avvolgente”, che li circonda partendo dai piedi nel passato e alla testa per il futuro.

Tutto questo è del tutto ininfluente, quello che importa è che tu abbia individuato la tua linea.

Questa ti servirà  come riferimento per qualsiasi esercizio, e ti permetterà di programmare molto più in fretta i tuoi prossimi appuntamenti.

Cosa me ne faccio di questa time line?

Bene, adesso ce l’hai. E quindi? Che te ne fai?

Le applicazioni, come ho già detto, sono tantissime. In quest’articolo voglio concentrarmi su quelle relative al futuro.

Ti suggerisco per questo una tecnica semplice ma molto potente, da utilizzare per raggiungere meglio i risultati e gli obiettivi che ti interessano.

time line: il futuro - 6022379040_9480c06642_oSai come lavorano ormai tutti gli sportivi professionisti? Prima di iniziare ad allenarsi pianificano l’azione, e soprattutto si immaginano vincitori. Ovvero, si allenano “mentalmente” alla sfida che hanno da fare, con l’intento preciso di vincere.

Ma non fanno questo pensando “sarebbe bello se…” o “mi piacerebbe vincere” o, ancora, immaginando più o meno quanto sarebbe bello. No, svolgono un vero e proprio esercizio per allenarsi a vincere, che vale quanto l’allenamento fisico! Questo è stato dimostrato molte volte, tanti atleti vincitori delle olimpiadi hanno vinto o perso in relazione a quanto erano sicuri e convinti di farcela.

Ovvio, da solo non basta, o tutti saremmo campioni olimpionici… ma è una delle componenti fondamentali, e infatti come ho detto oggigiorno l’allenatore fa fare sempre esercizi simili ai propri atleti, volti a immaginarsi sul podio, con la coppa e così via.

Cerchiamo di capire perché tutto questo dovrebbe avere senso.

Cervello, futuro e time line

Pensa a una qualsiasi abilità, a un esercizio, uno sport, un gesto che sai compiere senza particolari sforzi. Ora ripensa alla prima volta che l’hai fatto… era più difficile?

Di certo la risposta è sì, ma il motivo è un po’ più complesso di quanto si ritiene di solito. Il “trucco” sta in un efficiente e universale meccanismo presente in tutte le cellule nervose di pressoché tutti gli animali, noi compresi: l’abituazione o assuefazione. Questo fenomeno è stato notato anche in molti invertebrati, quindi non è una funzione complessa cerebrale ma al contrario è alla base del cervello da centinaia di milioni di anni!

Ecco come funziona: ogni volta che il cervello coordina un’azione, le sue sinapsi – ovvero le connessioni tra i neuroni, le cellule cerebrali – si rinforzano. In parole semplici, diciamo che le sinapsi sono come delle strade, stime line: il futuro - 502152406_6ffa271630_ou cui viaggiano gli impulsi elettrici grazie ai quali pensiamo, agiamo, viviamo. Più sono sollecitate, più diventano grandi e robuste, permettendo così agli impulsi di passare più in fretta. Diciamo che “allargano la strada”. Come risultato, più facciamo qualcosa, più semplice diventa farlo.

Pensa ad esempio a quando hai imparato a scrivere, a parlare, a camminare, a guidare. Sono gesti che oggi fai senza troppa fatica, ma la prima volta non è certo andata così.

Lo stesso processo si può applicare, con la time line, anche a ciò che ancora non è stato compiuto.

Programmare un obiettivo con la time line

Vediamo, per fare un’esempio, come organizzare un’azione ancora non compiuta. Quando si trova a che fare con qualcosa del genere il cervello reagisce male. Di solito genera paure, dubbi e nei casi peggiori ansie. Questo meccanismo ha senso: non sappiamo cosa ci aspetta. Altro discorso è quando si ha a che fare con qualcosa di noto. Il primo giorno di scuola tutti sono in uno stato d’animo particolare, genitori e bambini. Dopo alcuni mesi, nessuno si preoccupa più.

Se provi a immaginare di dover fare qualcosa che vorresti ma che non sai, come immagini che sarà? Forse avrai un’idea molto confusa, a tratti anche delle paure di non riuscire. In tutti i casi sarà molto difficile che azzeccherai i tempi. Magari sarai super ottimista e penserai “e che ci vuole?” quando invece non sarà per nulla facile. O sarai pessimista e lo vedrai come scalare l’Everest.

Facciamo un bel trucco per aggirare le risposte del cervello.

Per prima cosa, immagina un progetto che vorresti realizzare. Per essere fattibile devi averlo bene itime line: il futuro - 65440175_2bb0551a5d_on testa, non vale qualcosa come “fare molti soldi”, “diventare importante”, “essere vincente”. Ha invece senso “ricevere un aumento”, “avere una promozione”, “vincere quella gara” se hai un piano per realizzare queste cose.

Una volta fatto questo, mettiti in una stanza o un corridoio con un pavimento piastrellato, in modo da avere un’unità di misura semplice. Immagina la tua time line per terra, davanti a te. Non ci devono essere mobili o altri ostacoli in questo percorso.

Ora immagina che il punto d’arrivo sia l’obiettivo. La distanza è il tempo che ti occorre per arrivarci. Ogni piastrella quindi rappresenta un giorno, una settimana, un mese. Decidi tu. Ipotizza quanto tempo ti servirà per riuscire nel tuo intento.

Adesso percorri la distanza e visualizzati ben bene… quanto tempo occorre, quante difficoltà stai passando per ogni passo che fai… fino all’arrivo.

Voltati indietro e guarda quanto tempo ci è voluto. Tanto vero? Adesso torna al punto di partenza.

Prova a riguardare la time line. Come ti appare? Più chiara, più definita? Magari meno spaventosa? Se è così complimenti! Hai abituato il tuo cervello a pensare di avere già fatto questo compito, e sarà più semplice riuscirci.

Sembra un gioco, lo so, ma funziona. Io l’ho usato diverse volte, ogni volta che devo iniziare qualcosa di nuovo, dal parlare in un’università, all’iniziare un libro, al programmare un evento. E tutte le volte mi è stato molto utile.

Ora sta a te provarci e riuscirci!

Conclusioni

La time line è molto potente perché ci permettere di visualizzare. Così facendo abbiamo accesso a capacità del cervello che di solito non usiamo.

La tecnica che hai visto per il futuro ti permette di pianificare meglio. Ricorda che è solo una delle tante, usata come esempio, per indicarti quanto è utile visualizzare la realtà.

Questo metodo è usato con successo da sportivi, manager, militari di tutto il mondo. Provala anche tu e fammi sapere com’è andata. Sono sicuro che ne avrai un grande beneficio!

Nel prossimo articolo continueremo a parlare della time line affrontando un altro importantissimo concetto temporale: il passato.

Stay tuned.

Antonio

Per approfondire

A. Meridda “La Time Line

T. James “Time Line Therapy”

T.James, W.Woodsmall “Time Line”

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ritrattoAntonio Meridda è laureato in scienze naturali, con master in etologia e in giornalismo scientifico. Formatore ed esperto di linguaggio del corpo ha ottenuto le certificazioni F.A.C.S. (Facial Action Coding System) e B.C.E. (Body Coding System) ed è autore di numerosi libri e videocorsi sull'argomento. Iscriviti alla sua newsletter per leggere i suoi articoli e imparare tutto sulla time line.

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