Olfatto: quanto è importante in realtà?

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Solo un senso minore?

Tra tutti i sensi, il più sottovalutato, il meno considerato, il più vilipeso è senza dubbio l’olfatto.
La nostra specie non dedica ad esso praticamente nulla, se non cercare costantemente di ingannarlo.
Facciamo bene a farlo? Siamo, cioè, indipendenti da esso, al punto da ridurlo a semplice “assaggiatore”? Cerchiamo di capirlo insieme.
Senza dubbio, tutti i primati, come noi, sono animali detto microsmatici, parola misteriosa che significa solo che l’olfatto è per noi un senso minorProfumo.bise. Ci affidiamo cioè più alla vista, poi all’udito e infine al tatto per entrare in contatto con qualcosa o qualcuno. L’olfatto, anzi, è da ormai molto tempo un vero e proprio peso. La sua funzione è l’analisi chimica, comprendere cosa c’è “nell’aria”, raccogliere i dati e darci un responso: è qualcosa di positivo? O al contrario è un cattivo odore?
Questa è la teoria. Nella nostra società le cose non vanno affatto così. Negli ultimi 100 anni abbiamo devastato le orecchie, tanto che il chiasso infernale che fanno le città è considerato “normale” entro dei parametri che i nostri antenati avrebbero definito “guerra e rivoluzione in corso”, concentrando quasi tutto sulla vista. Negli ultimi 150 abbiamo quasi eliminato il contatto, che è diventato anzi foriero di malattie, terribili morbi, epidemie di ogni genere. E all’incirca negli ultimi 10.000 abbiamo disintegrato l’olfatto.

Meglio avere un buon olfatto?

Se qualcuno oggi osasse fare l’assurdo esperimento di inspirare a pieni polmoni l’aria di una qualsiasi città si ritroverebbe, quasi sempre, i polmoni marci e il naso in panne, intasato da polveri letali e odori che per delicatezza definiremo osceni. Un secolo e mezzo fa le cose non erano così micidiali, ma l’odore era ugualmente pessimo, soprattutto a causa di 2 fattori terribili: feci di cavallo e mancanza di norme igieniche vere e proprie.
Oggi, avere un buon odorato è quasi una condanna, perché ci espone alla puzza terribile che invade ogni luogo in cui viviamo. Ma è sempre stato così?
Certo che no. Stupiamo tutti con effetti speciali: l’odore umano è per noi molto gradevole. Niente ci attira, ci eccita e ci piace più dell’odore del partner quando siamo adulti e della mamma quando siamo piccoli. Ci sono però alcune brillanti invenzioni che ci hanno precluso questo piacere.

Diciamo qualcosa che nessuno sa: il sudore non puzza. Possibile? Ebbene è così. L’odore atroce che percepiamo non è dato dal sudore in sé, ma dalla fermentazione dei batteri dei vestiti in contatto con esso. Questi producono una miscela acre e orrenda che chiunque conosce.
Seconda, ancora meno nota verità: i piedi non puzzano. E qui, ci rendiamo conto, è necessario un atto di fede.
Chiunque abbia un cane o ne abbia visto uno all’opera, sa che questo animale, che non a caso è un macrosmotico (quindi l’olfatto è per lui il primo senso) riesce a seguire la traccia del proprietario facilmente tenendo il muso a terra dove è passato l’amico bipede.
Quello che invece molte poche persone sanno, è che anche nella nostra specie si faceva lo stesso! Ancora oggi, alcune popolazioni tribali in Nuova Guinea riescono, dall’odore dell’impronta, a capire chi è passato!

Hanno un naso più fine del nostro? No. Questi popoli, semplicemente, non hanno scarpe. I piedi, come le mani, hanno la caratteristica di avere delle impronte, dei glifi, che permettono loro una migliore sensibilità. Questi hanno anche un’altra caratteristica, cioè sudare per motivi emozionali. Mentre le mani sudate sono asciugate in fretta, i piedi, rinchiusi tra calze e scarpe, non hanno altrettanta fortuna, e come prima la produzione di sudore fermenta in fretta nel vomitevole puzzo che tutti purtroppo conosciamo.
Il naso però non “sa” che la nostra vita è cambiata. Deve continuare a registrare gli odori che sente, e avvertirci del pericolo di odori sgradevoli, forieri di malattie o veleni. Ovviamente, vivendo noi oggi in situazioni in cui il veleno e le malattie sono ovunque, il povero naso finisce per registrare solo diverse sfumature di puzzi orrendi, per cui che funzioni poco è anche un bene…

Olfatto femminile e olfatto maschile

Ma il naso non si può ingannare. Oltre gli odori, il naso percepisce altre sostanze, molto caratteristiche, note come feromoni.
Una notizia importante: le donne anche in questo sono superiori agli uomini, il loro naso funziona meglio di quello maschile per motivi evolutivi: un uomo il cui naso funziona male non ha grandi tragedie da ciò, essendo prima di tutto un guerriero e un cacciatore. Una donna, il cui compito principale è l’allevamento e il raccogliere cibo, deve avere un buon naso per capire se qualcosa non va.
Uno degli effetti più interessanti è dato proprio da questo fatto. Il naso femminile è così preciso e sensibile ai feromoni, che quando delle donne sono messe in ambienti privi di uomini, cambiano il loro modo di agire. Da molto è noto che le suore di clausura sincronizzano i cicli mestruali.
Meno noto è che se una donna ha rapporti sessuali regolari con un uomo, il suo equilibrio ormonale è migliore rispetto a una donna che non li ha! Questo avviene perché a livello di OVN (se non ricordate cosa è l’organo vomero nasale guardate qui) percepisce e comprende che un maschio è “a disposizione”, quindi gli ormoni si “sintonizzano” su di lui. Se questi feromoni mancano, anche gli ormoni non sono più in equilibrio.
Anticipiamo la domanda: una donna che sta con un uomo senza fare sesso ha gli stessi effetti? Ad esempio, se vive con dei fratelli o col padre? No. L’OVN non si fa ingannare facilmente! I feromoni prodotti durante il sesso sono parecchio più intensi e diversi rispetto a quelli di un uomo “a riposo”, quando ai familiari, l’OVN respinge nettamente i loro feromoni, motivo per cui l’incesto è molto difficile che accada non solo per motivi culturali ed educativi, ma anche biologici.
Mai sottovalutare il potere del naso!

Per approfondire

Anon, “Foot Step”
M. Arnot, “Foot Notes”
D. Morris, “L’animale donna”
G. Glaser, “The nose: a profile of sex, beauty and survival”
I. Eibl-Eibesfeldt, “Etologia umana”
J. Diamond, “Perché il sesso è divertente?”      

 

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L'autore: Antonio Meridda

ritrattoAntonio Meridda è laureato in scienze naturali, con master in etologia e in giornalismo scientifico. Formatore ed esperto di linguaggio del corpo ha ottenuto le certificazioni F.A.C.S. (Facial Action Coding System) e B.C.E. (Body Coding System) ed è autore di numerosi libri e videocorsi sull'argomento. Iscriviti alla sua newsletter per leggere i suoi articoli e imparare tutto su come gestire la coppia.

 

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